Ecuador: sparatoria fuori da una discoteca, almeno otto morti
Almeno otto persone sono morte domenica al termine di uno scontro a fuoco registrato a Santa Lucia, comune rurale della provincia di Guayas, in Ecuador. Secondo quanto riferisce la polizia, uomini armati a bordo di due veicoli hanno aperto il fuoco verso un gruppo di persone che sostavano dinanzi a una discoteca, oltre l’una di notte. Tra le vittime mortali si conta anche un uomo identificato come Jorge Urquizo, fratello del sindaco del municipio, 38 mila abitanti circa, e proprietario della discoteca. Secondo le ricostruzioni sin qui operate dalla polizia, sette persone sono morte sul colpo e una è deceduta durante il trasferimento in ospedale, mentre gli aggressori sarebbero riusciti a fuggire facendo perdere le tracce. La sparatoria, che ha portato anche al ferimento di tre persone, sarebbe secondo le forze di sicurezza frutto di un regolamento di conti tra bande rivali. La settimana scorsa il presidente dell’Ecuador, Daniel Noboa, ha decretato un nuovo stato di emergenza per quattro province teatro di nuove fiammate di violenza. La misura avrà durata di 60 giorni e segue “l’incremento degli indici di violenza, della commissione di reati e dell’intensità della percezione degli illeciti da parte dei gruppi armati organizzati”, si legge nel decreto esecutivo numero 76 firmato da Noboa dalla città portuale di Guayaquil. Nelle quattro province interessate – El Oro, Guayas, Los Rios e Manabì – vengono compresse per due mesi alcune libertà altrimenti tutelate dalla Costituzione. Si parla in primo luogo della sospensione dell’inviolabilità del domicilio, per permettere ad esercito e polizia di realizzare perquisizioni in luoghi sospetti e procedere al sequestro di sostanze stupefacenti o altri beni destinati a usi illegali. Viene inoltre sospeso il diritto all’inviolabilità della corrispondenza, in modo da poter ricostruire possibili trame criminali tramite intercettazioni di posta elettronica, fisica e conversazioni virtuali. Nel testo del decreto si trovano anche numeri a sostegno della tesi di un incremento della situazione di pericolo sociale legato all’attività delle bande organizzate. Nella provincia occidentale di Manabi, affacciata sul Pacifico lungo uno dei corridoi marittimi della droga più prolifici del continente, si è registrato a luglio un aumento del 239 per cento su anno delle morti violente. Numero che scende al +55 per cento nella provincia di Los Rios, nell’interno del Paese. Da luglio 2024 a luglio 2025 sono invece calati gli indici di omicidi nelle altre due province: del 20 per cento a El Oro, provincia meridionale alla frontiera col Perù e del 15 per cento a Guayas, la provincia il cui capoluogo – il porto fluviale di Guayaquil – è uno dei centri abitati considerati più a rischio del paese.
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