Una società di consulenza Usa ha elaborato un progetto per lo sfollamento forzato di Gaza
Le autorità palestinesi hanno accusato una società di consulenza americana e un gruppo umanitario sostenuto da Israele di aver complottato per sfollare forzatamente i residenti palestinesi della Striscia di Gaza assediata, con il pretesto di fornire aiuti umanitari. “Condanniamo con la massima fermezza questi pericolosi piani volti a liquidare la causa palestinese”, ha dichiarato l’ufficio stampa del governo di Gaza in un comunicato. “Nonostante tutti i crimini di guerra, la carestia, il genocidio e gli sfollamenti, il nostro grande popolo rimane radicato nella sua terra e non rinuncerà ai suoi diritti inalienabili finché l’occupazione israeliana di tutti i territori palestinesi non avrà fine”, si legge ancora. Secondo il “Financial Times” (Ft), il Boston Consulting Group (Bcg) ha sviluppato un modello finanziario per un progetto segreto chiamato “Aurora”, che mira a trasferire oltre mezzo milione di palestinesi dalla Striscia di Gaza offrendo “pacchetti di ricollocazione” finanziati da entità straniere. Il quotidiano britannico riporta inoltre che la Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), creata con il supporto di Stati Uniti e Israele, è il fronte esecutivo del progetto. Oltre 130 organizzazioni umanitarie internazionali si sono rifiutate di collaborare con la Ghf, accusando l’ong di fungere da copertura per obiettivi militari israeliani. Secondo le fonti di “Ft”, sue attività hanno causato la morte di 751 civili palestinesi, il ferimento di altri 4.931 e la scomparsa di 39 persone dal 27 maggio. Il quotidiano britannico ha anche rivelato che il Bcg ha ricevuto finanziamenti e supporto segreti da società di sicurezza private statunitensi, e sarebbe stato incaricato da Orbis, un’agenzia di sicurezza con sede nell’area di Washington, di partecipare a uno studio di fattibilità per una nuova operazione di aiuti.
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