L’India non cede alle minacce di Trump: Continueremo a comprare il petrolio dalla Russia

Ago 4, 2025 - 00:47
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L’India non cede alle minacce di Trump: Continueremo a comprare il petrolio dalla Russia

Donald Trump ha agitato lo spettro di nuove sanzioni contro l’India se Nuova Delhi non interromperà l’acquisto di petrolio russo. E l’India ha deciso di usare il metodo Cina: va avanti come se nulla fosse. Due alti funzionari indiani hanno smentito qualsiasi cambio di politica commerciale: “Il governo non ha dato istruzioni alle compagnie petrolifere di ridurre gli acquisti”, ha precisato uno di loro. In conferenza stampa, il portavoce del Ministero degli Esteri Randhir Jaiswal ha evitato di rispondere direttamente alla minaccia, ribadendo però la linea di Nuova Delhi: “Le nostre relazioni bilaterali si basano sui meriti e non dovrebbero essere viste attraverso il prisma di un Paese terzo. India e Russia vantano un partenariato solido e collaudato“. Trump non ha specificato quali sanzioni scatterebbero in caso di rifiuto. Secondo alcuni analisti, la mossa potrebbe essere parte della trattativa per un accordo commerciale bilaterale in fase di negoziazione tra India e Stati Uniti. Curiosamente, altri grandi importatori di petrolio russo come Cina e Turchia non sono stati minacciati di misure analoghe. Dall’inizio della guerra in Ucraina, l’India ha aumentato in modo massiccio gli acquisti di greggio russo, passato da meno dell’1% a oltre un terzo delle importazioni nazionali. Con più di due milioni di barili al giorno, Nuova Delhi è oggi il secondo cliente di Mosca dopo la Cina. Nei primi mesi del conflitto, Washington e Bruxelles avevano spinto per ridurre i legami economici tra India e Russia. Ma col tempo la strategia si è ammorbidita: i partner occidentali hanno riconosciuto che l’acquisto di petrolio russo a prezzi calmierati – fissati dal tetto imposto da UE e G7 – contribuiva a contenere le quotazioni globali e a limitare le entrate di Mosca. Un approccio che lo stesso Dipartimento del Tesoro USA aveva definito “efficace”. Eric Garcetti, allora ambasciatore americano a Nuova Delhi, lo aveva spiegato così: “L’India ha comprato petrolio russo perché volevamo che qualcuno lo acquistasse al prezzo massimo. Non è stata una violazione, era parte della politica: mantenere il petrolio russo sul mercato, ma a un costo che riducesse i guadagni del Cremlino”.

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Giò Barbera Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il suo primo pezzo, da album dei ricordi, l’aveva scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti radiofoniche come Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure. E' direttore di Radiocom.tv