Usa: il governo vuole usare i fondi per l’assistenza all’estero per rimpatriare gli immigrati
L’amministrazione Trump sarebbe intenzionata a spendere fino a 250 milioni di dollari di fondi inizialmente destinati per l’assistenza all’estero per finanziare l’espulsione e il rimpatrio di cittadini stranieri provenienti da zone di guerra. Stando ad alcuni documenti preliminari interni ottenuti dal “Washington Post”, nell’iniziativa rientrerebbero anche 700 mila persone provenienti dall’Ucraina e da Haiti, fuggite negli Stati Uniti alla luce dei conflitti in corso nei due Paesi. L’amministrazione avrebbe preparato la proposta prima dell’annuncio pubblicato il 5 maggio scorso dal dipartimento per la Sicurezza interna, che ha offerto un pagamento di mille dollari agli immigrati irregolari che accetteranno di “auto-espellersi” dal Paese.
Stando ai documenti riportati dal quotidiano, nel programma per l’espulsione volontaria dal Paese rientrerebbero anche i cittadini palestinesi e quelli provenienti da Afghanistan, Libia, Sudan, Siria e Yemen. Un portavoce del dipartimento per la Sicurezza interna, interpellato dal “Washington Post”, ha precisato che i documenti sono “obsoleti” e di natura “predecisionale”, anche se l’agenzia ha firmato la settimana scorsa con il dipartimento di Stato un “accordo che delinea lo stesso processo, e che include 250 milioni di dollari provenienti dai fondi per l’assistenza all’estero”.
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