Trump accusa la Cina: 'Ha totalmente violato l’accordo sui dazi'
La Cina ha “totalmente violato” l’accordo con gli Stati Uniti che ha portato alla parziale sospensione dei dazi. Lo ha dichiarato il presidente Usa Donald Trump in un messaggio pubblicato oggi, 30 maggio, sul suo social Truth. “Due settimane fa la Cina era in grave pericolo economico! I dazi molto alti che avevo varato rendevano virtualmente impossibile alla Cina commerciare con il mercato degli Stati Uniti, che è di gran lunga il primo al mondo”, ha scritto il capo della Casa Bianca, secondo cui l’impatto dei dazi per Pechino è stato “devastante”. “Molte fabbriche hanno chiuso e c’è stata, per usare un eufemismo, ‘un’agitazione civile’. Ho visto quel che accadeva e non mi è piaciuto, non per loro e non per noi. Ho fatto un VELOCE ACCORDO con la Cina per salvarli da quella che credevo potesse diventare una pessima situazione, che non volevo accadesse. A causa di questo accordo, tutto si è rapidamente stabilizzato e la Cina è tornata alla normalità. Tutti erano felici! Questa è una buona notizia!!! La cattiva notizia è che la Cina, forse in maniera non sorprendente per alcuni, ha totalmente violato il suo accordo con gli Stati Uniti. Tutto questo per aver fatto il BRAVO RAGAZZO!”, ha concluso Trump. Ieri, 29 maggio, l’amministrazione Trump ha sospeso le vendite alla Cina di tecnologie statunitensi critiche, tra cui componenti per motori a reazione, semiconduttori e alcuni prodotti chimici e macchinari. Secondo alcune fonti citate dal “New York Times”, lo ha fatto perché Washington si attendeva che Pechino revocasse, a seguito dell’accordo di inizio mese, restrizioni imposte ad aprile sulle esportazioni di minerali critici verso gli Usa, cosa mai avvenuta. I nuovi limiti avvicinano le due maggiori economie mondiali a una vera e propria “guerra delle catene di approvvigionamento”, complicando anche le trattative per porre fine alla disputa commerciale sulle tariffe. In parallelo, il segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato l’intenzione degli Stati Uniti di revocare “in modo aggressivo” i visti per studenti cinesi con legami al Partito comunista o impegnati nella ricerca in materie considerate “strategiche”. Sempre ieri il segretario al Tesoro Scott Bessent ha ammesso che i colloqui commerciali con la Cina sono in una fase di stallo, in un contesto di crescenti tensioni tra Washington e Pechino. “Direi che sono un po’ bloccati”, ha detto Bessent nel corso di una intervista all’emittente televisiva “Fox News” parlando dei negoziati tra le due maggiori potenze mondiali, che all’inizio di questo mese hanno concordato di sospendere parte dei draconiani dazi imposti alle rispettive esportazioni. “Credo che nelle prossime settimane riprenderemo le discussioni e che, a un certo punto, potrebbe esserci una telefonata tra il presidente e il segretario del Partito (comunista) Xi Jinping”.
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