Tevere corsaro, i combattenti per l'ambiente e i diritti

Ago 22, 2025 - 00:22
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Tevere corsaro, i combattenti per l'ambiente e i diritti

Queste "sono storie di Davide contro Golia, di combattenti, perché comunque si può lottare anche per un'idea o un sentimento che non è nella progettualità e nella visione di chi governa il territorio, di chi ha un vero potere, dalla politica ai grandi proprietari terrieri, i grandi costruttori". Così all'ANSA Monica Repetto descrive i protagonisti di Tevere Corsaro, il documentario realizzato con il compagno di vita e d'arte Pietro Balla (scomparso nel 2021 durante le riprese), che debutta in Confronti alle Giornate degli Autori, sezione autonoma e indipendente della Mostra del cinema di Venezia (27 agosto - 6 settembre). Un racconto (prodotto dalla società dei due cineasti, la Deriva Film con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte - Doc Film Fund, sarà presentato alle Giornate degli Autori - spazio #confronti.) girato in oltre 4 anni, ambientato all'ombra di "una Roma contemporanea che è contraddittoria e universale, emblematica di una situazione italiana, tra meccanismi di speculazione edilizia, che vediamo emergere in questi giorni anche con l'inchiesta di Milano, e la macchina lenta e pachidermica della burocrazia". A guidarci nel documentario, sono due storie parallele. Da un lato l'impegno di Giulia, giovane madre, che dopo la laurea ha deciso di tornare a coltivare la terra di famiglia, nell'Agro romano, e ora si oppone all'esproprio dell'area per il progetto immobiliare di un consorzio. Dall'altro le battaglie, con stili e approcci diversi, di Sven ciclo-attivista norvegese, anarchico e appassionato di Pasolini, che vive in Italia da 30 anni, e Mario anche lui ciclo-attivista, per far completare, riconoscere e rendere sicuro il sentiero Pasolini, percorso ciclopedonale che di sviluppa idealmente (sono ancora tanti gli ostacoli logistici e pratici da superare) per 24 km all'interno della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, sulla sponda sinistra del Tevere nel tratto dal Grande Raccordo Anulare fino al mare di Ostia, dove, all'idroscalo, quasi 50 anni fa, nel novembre 1975 veniva ucciso il poeta, regista e scrittore. Un doppio racconto che unisce momenti di speranza, delusione, contrasto, sconfitte, immobilismo, nuove aperture, ma anche il viaggio in una natura da proteggere, "che trasmette una grande senso di libertà" osserva la cineasta. "Pietro ha fortemente voluto questo film e aveva un legame particolare con i protagonisti, qualcosa che è sempre nato nei nostri lavori di questa natura (fra gli altri, ThyssenKrupp Blues, Radio Singer, Falck. Romanzo di uomini e di fabbrica, La forza delle idee) e che ci consente di essere presenti anche nei momenti più emotivamente forti. Siamo partiti da un'idea, da un soggetto originario, poi a mano a mano, a seconda di ciò che stava avvenendo nelle vite dei personaggi, riscrivevamo, riadattavamo, tutto ciò ovviamente fino al 2021". Per un periodo, dopo la morte di Balla "per questo film ho avuto anche un rifiuto, ma ora lo amo come si può amare la vita che ha in se' il grande dolore, ma anche la grande bellezza, la grande gioia, un momento di stato di grazia. Girando capitava di avere da un lato una discarica e un secondo dopo, ti ritrovavi davanti a un ponte romano". Un documentario come questo, girato così a lungo "oggi non potrei più farlo - riflette Repetto - vista la situazione attuale del cinema indipendente italiano... Garrone e Sorrentino hanno iniziato con produttori indipendenti, oggi molti giovani autori di talento faticano a trovano risorse".

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Giò Barbera Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il suo primo pezzo, da album dei ricordi, l’aveva scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti radiofoniche come Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure. E' direttore di Radiocom.tv