Suicidio in carcere di Stefano Argentino, il femminicida di Sara Campanella: “Tragedia annunciata”
Stefano Argentino, accusato dell’omicidio di Sara Campanella, la studentessa di 22 anni uccisa a coltellate lo scorso marzo, si è tolto la vita nel carcere di Messina. Nonostante avesse mostrato in passato intenti suicidi e fosse stato messo sotto sorveglianza, due settimane fa era tornato alla vita comune con altri detenuti. È stato trovato senza vita dalla polizia penitenziaria. Il suo avvocato, ha espresso forte critica verso le istituzioni, sostenendo che una perizia psichiatrica — da lui richiesta e negata — avrebbe potuto evitare questo epilogo. Anche l’avvocata della famiglia Campanella, ha parlato di un dolore immenso e di una vicenda che ha segnato due famiglie in modo tragico. Il segretario del sindacato di polizia penitenziaria, ha definito il suicidio “una tragedia annunciata”, sottolineando come i primi giorni di detenzione siano i più critici per soggetti giovani accusati di reati gravi. Con questo caso, i suicidi nelle carceri italiane salgono a 51 dall’inizio dell’anno: una media drammatica di un suicidio ogni quattro giorni.
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