Norme tech europee nel mirino: gli USA sfruttano le ambiguità dell’accordo con l’UE
L'accordo commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti firmato domenica ha generato interpretazioni contrastanti. L’UE sostiene di non aver concesso nulla sulla regolamentazione tecnologica, escludendo dal negoziato norme come il Digital Services Act, il Digital Markets Act, l’AI Act e le tasse digitali, mentre gli Stati Uniti affermano che questi temi siano ancora aperti e oggetto di discussione. Nonostante l’Unione ribadisca la propria autonomia normativa, Washington continua a criticare le regole europee, considerate penalizzanti per le grandi aziende americane. Da quanto si apprende a Bruxelles, l'accordo conterrebbe formule definite “vaghe” su barriere non tariffarie e barriere digitali qualificate come “ingiustificate", che potrebbero dare agli USA spazio per rilanciare le proprie pressioni. L’UE ha peraltro confermato il ritiro della proposta sulle cosiddette tariffe di rete, che avrebbe obbligato le piattaforme americane a contribuire ai costi delle infrastrutture europee, aprendo all'ipotesi di passo indietro, commentano alcuni Eurodeputati interrogati stamani, che definiscono il ritiro “una concessione”. Ora Bruxelles dovrà muoversi con cautela nell'applicazione delle sue normative digitali per evitare nuove frizioni. Alcuni osservatori temono che l’accordo dia agli USA maggiore forza per attaccare in futuro la legislazione europea.
Qual è la tua reazione a questa notizia?





