Libano: il Consiglio dei ministri approva gli obiettivi del piano Usa sul disarmo di Hezbollah
Il Consiglio dei ministri del Libano ha completato la discussione del primo punto della sessione odierna e ha “approvato gli obiettivi indicati nell’introduzione al documento statunitense in merito al consolidamento dell’accordo di cessazione delle ostilità, alla luce degli emendamenti introdotti dai funzionari libanesi”. È quanto ha riferito il ministro dell’Informazione Paul Morcos, citato dall’agenzia di stampa statale “Nna”, aggiungendo: “Siamo in attesa di un piano esecutivo dall’esercito”. “Abbiamo concordato di porre fine alla presenza armata in tutti i territori libanesi, compreso Hezbollah, e di schierare l’esercito libanese nelle zone di confine”, ha affermato il ministro, sottolineando che “il presidente Joseph Aoun ha rivelato di aver ricevuto richieste da diversi Paesi di avviare iniziative internazionali e arabe per salvare l’economia libanese” e che “sono state messe in atto misure per prepararsi a tali iniziative”. Secondo quanto riporta il quotidiano libanese francofono “L’Orient le Jour”, il documento Usa sottoposto oggi al voto durante la riunione del Consiglio dei ministri chiede nel dettaglio: che il Libano si impegni ad attuare l’accordo di Taif, nonché le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in particolare la risoluzione 1701 (2006), e ad adottare le misure necessarie per estendere la sua piena sovranità su tutto il suo territorio, allo scopo di rafforzare il ruolo delle istituzioni legittime, consacrando il monopolio della decisione sulla guerra e sulla pace nelle mani dello Stato e garantendo il monopolio delle armi nelle mani dello Stato su tutto il territorio libanese; di garantire la sostenibilità del cessate il fuoco, compresa la fine di tutte le violazioni terrestri, aeree e marittime, attraverso misure organizzate che conducano a una soluzione duratura, completa e garantita; di porre gradualmente fine alla presenza armata di tutte le fazioni non statali, tra cui Hezbollah, in tutto il territorio libanese, a sud e a nord del fiume Litani, fornendo al contempo un adeguato supporto all’esercito libanese e alle forze di sicurezza interna. Inoltre, il documento chiede: di dispiegare unità dell’esercito libanese nelle principali zone di confine e nelle regioni interne, con adeguato sostegno alle forze di sicurezza interna; il ritiro di Israele e l’impegno a risolvere le questioni di confine e dei prigionieri attraverso negoziati indiretti e mezzi diplomatici; di garantire il ritorno degli abitanti dei villaggi e delle località di confine; di garantire il ritiro completo di Israele dal territorio libanese e la cessazione di tutte le ostilità, comprese le violazioni terrestri, aeree e marittime; la delimitazione permanente e visibile del confine internazionale tra Libano e Israele; la delimitazione e definizione permanente del confine tra Libano e Siria; l’organizzazione di una conferenza economica con la partecipazione di Stati Uniti, Francia, Arabia Saudita, Qatar e altri amici del Libano, a sostegno della ricostruzione dell’economia libanese e in attuazione della visione del presidente statunitense Donald Trump di rendere il Libano un Paese prospero; e di fornire ulteriore sostegno internazionale alle forze di sicurezza libanesi, in particolare all’esercito, fornendo i mezzi militari necessari per attuare questa iniziativa, in modo da garantire la protezione del Libano. L’inviato degli Stati Uniti Thomas Barrack si è congratulato con il presidente libanese Joseph Aoun, con il premier Nawaf Salam e il Consiglio dei ministri in seguito all’approvazione degli obiettivi del documento da lui presentato sulla questione del monopolio dello Stato sulle armi. “Le decisioni del Consiglio dei ministri inaugurano finalmente il percorso di una nazione e un esercito in Libano”, ha scritto il rappresentante diplomatico su X, aggiungendo: “Il Libano ha praticamente iniziato ad attuare pienamente l’accordo di cessate il fuoco concluso (con Israele) nel novembre 2024, la risoluzione 1701 (del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite) e l’accordo di Taif (che mise fine alla guerra civile libanese nel 1990)”. “Gli Stati Uniti sono al fianco del popolo libanese”, ha concluso Barrack.
Qual è la tua reazione a questa notizia?





