Lavoro, in Italia diminuiscono gli occupati con bassa formazione

Giu 10, 2025 - 05:58
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Lavoro, in Italia diminuiscono gli occupati con bassa formazione

C’è ancora un’alta percentuale di occupati in Italia con bassi livelli di formazione, ma in netta discesa rispetto a qualche anno fa: si è passati infatti dal 45% del 2000 al 26% del 2024. Considerando, invece, la dinamica del nostro Paese in relazione alla formazione più alta e soprattutto a quella universitaria, si è passati nel primo caso dal 42 al 47% negli ultimi 25 anni e nel secondo dal 13% al 27% del totale degli occupati. I dati emergono dalla ricerca “Raccontare il mercato del lavoro in Europa: come il grado di specializzazione economica e tecnologica influenza la qualità della domanda di lavoro” di Paolo Maranzano (Università degli Studi di Milano-Bicocca) e Roberto Romano (Associazione Economia & Sostenibilità), in pubblicazione sulla rivista “Economia & Lavoro” nel numero 2 di settembre e presentata in anteprima dalla Fondazione Articolo 49 che promuove progetti educativi per la formazione di cittadini consapevoli, in occasione dell’evento “In classe: giovani, scuola e lavoro per l’Europa che cambia” avvenuta oggi a Roma alla Camera dei Deputati. L’evento è stato realizzato in collaborazione con il Parlamento Europeo. Numeri, quelli della ricerca, che si inseriscono in un contesto più ampio che prende in considerazione i quattro Paesi perno dell’Unione europea, ovvero Germania, Spagna, Francia e Italia e da cui emerge che negli ultimi 20 anni c’è un progressivo miglioramento dell’occupazione tra laureati e diplomati. Se l’Italia, secondo una rielaborazione su dati Eurostat, mantiene ancora una percentuale troppo alta di occupati con bassi livelli di formazione, seppure in netta discesa, la Francia è il Paese che occupa meno persone con istruzione primaria e secondaria inferiore, passando dal 30% del 2000 al 12% del 2024. La Germania si conferma per una forte stabilità dei livelli intermedi (50% del totale), e con una forte crescita dell’occupazione di soggetti con educazione terziaria (diploma di laurea o superiore), pari al 37% nel 2024. Il livello di istruzione genera anche una differenza retributiva significativa. Se confrontiamo i valori del 2022 con quelli del 2018, in tutti i Paesi analizzati e per tutte le fasce di istruzione si registrano aumenti, seppur con evidenti disparità tra i Paesi. Infatti, mentre in Germania i salari orari sono aumentati mediamente del 11% per i lavoratori con formazione universitaria e del +13% per quelli con un livello di formazione bassa e intermedia, in Francia e Spagna l’aumento è compreso rispettivamente tra il +5% e il +13%. L’Italia è l’unico dei quattro Paesi ad aver registrato variazioni inferiori al +3% per ogni livello educativo. Se analizzata in termini percentuali, la differenza nelle retribuzioni medie orarie aumenta al crescere dei livelli educativi in tutti e quattro i Paesi considerati. La distanza retributiva tra i lavoratori tedeschi con educazione universitaria e quelli con educazione bassa è del 141%; in Spagna del 76%; in Francia del 74% e in Italia dell’81%. Le differenze sono principalmente legate alla specializzazione produttiva che “premia” i profili professionali con maggiore competenza e istruzione. La differenza di genere nella retribuzione rimane un tema importante per tutti i Paesi considerati e aumenta al crescere dei livelli educativi. Eppure, molto significativo è il contributo delle donne che, passo dopo passo, emergono come il motore del cambiamento quali-quantitativo dell’occupazione. In tutti e 4 i Paesi considerati, la percentuale di donne occupate tra i livelli educativi più alti registra tassi di crescita maggiori rispetto a quelli degli uomini. In particolare, sono le donne con qualifica 5-8 (istruzione universitaria) a registrare un miglioramento sul totale dell’occupazione. In Germania la presenza femminile ai livelli più alti di istruzione passa dal 9 al 14% del totale dell’occupazione tra il 2000 e il 2020; in Spagna dal 12 al 24%; in Italia passa dal 5 al 14%; in Francia dal 12 al 25% del totale dell’occupazione. Sono stati 30.000 gli studenti italiani di ogni ordine e grado coinvolti quest’anno nei 5 progetti educativi e nei 4 contest realizzati da Fondazione Articolo 49 e promossi dalla piattaforma InClasse. Valori della Costituzione, corretti stili di vita, orientamento agli studi, mondo digitale e sostenibilità: questi i temi al centro dei percorsi pensati per costruire cittadini attivi e consapevoli. Nel corso dell’evento alla Camera sono stati premiati 12 elaborati su oltre 700 ricevuti dalle scuole di tutta Italia. Con “Evviva i Valori!”, contest al termine del percorso didattico del progetto “Viva la Costituzione, la Costituzione è Viva – Cittadini d’Europa”, sostenuto da Bitron, Q8 e Accenture Italia, gli studenti delle scuole primarie coinvolte si sono trasformati in “reporter dei valori”, esplorando, con un taglio giornalistico, in che modo principi quali pace, democrazia, libertà e uguaglianza si manifestino nella vita quotidiana. Il contest “Buone abitudini”, al termine del percorso didattico del progetto “Mi piace un mondo – Le buone abitudini cominciano da piccoli”, ha dato voce ai bambini e alle bambine valorizzando l’importanza di uno stile di vita sano e sostenibile. Tra i partner sostenitori Olio Cuore, Carni sostenibili e Roncalli Viaggi come partner tecnico. Fra i progetti anche “Gea Edu, Idee per il futuro – MEET Europe: Nuove professioni e politiche di coesione”, ideato per favorire la diffusione della cultura della sostenibilità tra i più giovani. Un percorso reso possibile anche grazie al sostegno dei partner tra cui Altroconsumo, Clivet, Federacciai, iN’s Mercato e Accenture Italia. Il contest dal titolo “Idee per il futuro” ha chiuso il percorso. Infine, il progetto “Online Onlife – Guida all’uso consapevole del digitale”, promosso da Fondazione Articolo 49 e realizzato con il patrocinio di AGCOM e Corecom, è terminato con il contest “Pay attenti-ON” che ha visto i partecipanti realizzare prodotti multimediali su temi come intelligenza artificiale, fake news, identità digitale e cybersicurezza. I lavori dei ragazzi hanno dato vita a campagne di comunicazione a impatto sociale. Le 12 scuole vincitrici (3 per ogni contest) hanno ricevuto computer per allestire le proprie aule informatiche, messi a disposizione da Accenture Italia, e buoni da utilizzare per le gite scolastiche offerti da Roncalli Viaggi.

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Giò Barbera Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il suo primo pezzo, da album dei ricordi, l’aveva scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti radiofoniche come Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure. E' direttore di Radiocom.tv