Israele, l’inviato Usa Witkoff incontra le famiglie degli ostaggi in piazza a Tel Aviv

Ago 3, 2025 - 00:06
 0  17
Israele, l’inviato Usa Witkoff incontra le famiglie degli ostaggi in piazza a Tel Aviv

L’inviato speciale degli Stati Uniti in Medio Oriente, Steve Witkoff, si è recato presso la Piazza degli ostaggi a Tel Aviv per un incontro con i rappresentanti delle famiglie degli ostaggi ancora nelle mani del movimento islamista palestinese Hamas nella Striscia di Gaza. Lo riporta il quotidiano “Times of Israel”, spiegando che Witkoff è stato accolto con applausi da numerosi manifestanti presenti. Oggi in quella piazza il Forum delle famiglie degli ostaggi ha allestito un recinto di filo spinato con le foto dei loro cari, come forma di protesta per richiamare l’attenzione sulla Striscia di Gaza. “I familiari staranno imprigionati al suo interno e urleranno il loro disperato appello, in quanto i loro cari stanno morendo in prigionia”, ha riferito in precedenza il Forum in una nota. “Facciamo appello al governo israeliano e all’amministrazione statunitense: guardate i nostri cari – e noi – negli occhi. Il pericolo per le loro vite è tangibile e immediato. È giunto il momento di un accordo globale e di porre fine alla guerra. Basta ritardi. Basta abbandonare gli ostaggi. Fermate questo incubo e portateli fuori dai tunnel e a casa”, si legge nella nota. Hamas, ad oggi, detiene ancora 50 ostaggi, 27 dei quali già morti secondo Israele. Nella giornata di ieri, Witkoff ha incontrato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, alla presenza dell’ambasciatore Usa in Israele, Mike Huckabee. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, parlando con i giornalisti, ha definito l’incontro “molto produttivo”. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha rinviato alla prossima settimana la decisione in merito alla prosecuzione delle operazioni militari nella Striscia di Gaza nel caso in cui il movimento islamista palestinese Hamas non dovesse accettare l’accordo sul cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi. È quanto ha riportato l’emittente statunitense “Cnn”, citando una fonte anonima a conoscenza della questione. Il presidente israeliano Isaac Herzog ha affermato di nutrire “un grande rispetto per il presidente dell’Italia, Sergio Mattarella“, ma di essere “rimasto proprio per questo rattristato da alcuni aspetti delle sue recenti dichiarazioni sulla situazione a Gaza” ha dichiarato il presidente israeliano in un messaggio scritto su X, commentando le parole del capo dello Stato italiano su quanto sta avvenendo nella Striscia. “Ha avuto ragione nel dire che Israele è stato brutalmente attaccato il 7 ottobre. Dei centinaia di civili innocenti presi in ostaggio da Hamas in quel giorno oscuro, 50 si trovano ancora in prigionia, detenuti in condizioni disumane nei tunnel di Hamas. Le loro sofferenze intollerabili, l’angoscia delle loro famiglie e le sofferenze dei civili di Gaza – che non cerchiamo – potrebbero finire oggi stesso, se tutti gli ostaggi venissero liberati”, ha detto Herzog. “Israele ha accettato numerose proposte di cessate il fuoco mediate da terzi. Hamas ha ripetutamente rifiutato gli accordi e si è rifiutato di liberare gli ostaggi. Israele non ha l’intenzione di ‘uccidere indiscriminatamente’. Vogliamo solo vivere in pace e sicurezza”, ha aggiunto il capo dello Stato ebraico, ammettendo che “in guerra si commettono errori”. Israele, ha inoltre affermato Herzog, “non è indifferente al dolore dei civili palestinesi a Gaza” e “sta facendo ogni sforzo per migliorare la situazione, agendo secondo il diritto internazionale in condizioni quasi impossibili, diversamente dal nostro nemico, che viola apertamente e con orgoglio le convenzioni e le leggi sui diritti umani”. Il presidente ha poi ricordato che “Israele ha avviato un importante sforzo umanitario, che intende espandere ulteriormente insieme ai partner internazionali, compresa l’Italia”. “Gli amici di Israele devono mantenere la chiarezza morale: Hamas ha iniziato questa guerra, Hamas tiene in ostaggio le persone, Hamas è responsabile delle sofferenze da entrambe le parti, e la pressione internazionale deve essere esercitata su di loro”, ha proseguito. “Lo ribadisco: c’è una sola chiave per porre fine a questa tragedia, ed è la liberazione degli ostaggi detenuti a Gaza. Se Hamas volesse davvero un futuro migliore per il popolo di Gaza, li avrebbe già liberati immediatamente”, ha concluso il presidente israeliano.

FLUIDSTREAM

Qual è la tua reazione a questa notizia?

like

dislike

love

funny

angry

sad

wow

Giò Barbera Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il suo primo pezzo, da album dei ricordi, l’aveva scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti radiofoniche come Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure. E' direttore di Radiocom.tv