Iran, Araghchi: 'Trump bullo fuorilegge. Risponderemo'

Giu 24, 2025 - 06:03
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Iran, Araghchi: 'Trump bullo fuorilegge. Risponderemo'

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha duramente criticato gli attacchi statunitensi contro l’Iran, accusando il presidente Donald Trump di aver ingannato i suoi stessi elettori sulla promessa di non impegnare più gli Stati Uniti in “guerre per sempre”. Nel corso di una conferenza stampa organizzata a Istanbul a margine della conferenza ministeriale dell’Organizzazione per la cooperazione islamica, Aragchi ha dichiarato: “Mentre il presidente Trump è stato eletto con il presupposto di porre fine al costoso coinvolgimento degli Stati Uniti in una guerra perpetua nella nostra parte del Mondo, ha tradito non solo l’Iran abusando del nostro impegno alla diplomazia, ma ha anche ingannato i suoi stessi elettori”, ha dichiarato Araghchi, descrivendo Trump e gli Stati Uniti come un “bullo fuorilegge”. E’ da escludersi l’apertura immediata di canali diplomatici dopo gli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro strutture nucleari iraniane, definendoli una “violazione imperdonabile del diritto internazionale”, ha detto il ministro degli Esteri iraniano. “Naturalmente, la porta della diplomazia dovrebbe essere sempre tenuta aperta, ma non è questo il caso in questo momento”, ha dichiarato Araghchi rispondendo a una domanda dell’agenzia Associated Press nel corso di una conferenza stampa. “Il mio Paese è stato attaccato, aggredito, e noi dobbiamo rispondere sulla base del nostro legittimo diritto all’autodifesa, e lo faremo finché sarà necessario”, ha aggiunto. Araghchi ha detto di essere stato in contatto con Teheran ma di non disporre ancora di un quadro completo dei danni riportati dagli impianti colpiti, pur sottolineando che “l’entità dei danni non è rilevante. Attaccare un impianto nucleare di per sé è una violazione imperdonabile del diritto internazionale e va condannata”. Il ministro ha inoltre riferito di aver avuto colloqui con “diversi ministri degli Esteri della regione”, specificando che “quasi tutti sono molto preoccupati e interessati a svolgere un ruolo per porre fine a questa aggressione da parte di Israele, naturalmente”. Il capo della diplomazia iraniana ha inoltre rinnovato la richiesta al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite affinché condanni ufficialmente gli attacchi condotti da Washington nella notte tra il 21 e il 22 giugno contro obiettivi nucleari in Iran. Araghchi, inoltre, ha lanciato un monito sul fatto che “il silenzio farà precipitare il mondo in un livello di pericolo e caos senza precedenti”, chiedendo una condanna più ampia degli attacchi statunitensi. Gli Stati Uniti “detengono la piena responsabilità per le conseguenze delle loro azioni”. Secondo il capo della diplomazia iraniana, gli Usa hanno lanciato il loro attacco “nel bel mezzo di un processo volto a raggiungere un esito diplomatico”. “Non contenti di tali azioni malevole, gli Stati Uniti hanno ora optato per una pericolosa operazione militare e un’aggressione contro il popolo iraniano”, ha aggiunto Araghchi, sottolineando come “in tal modo, l’amministrazione statunitense detiene la totale e piena responsabilità per le conseguenze delle proprie azioni, incluso il diritto della Repubblica islamica dell’Iran all’autodifesa”. L’Iran non ha fatto nulla di male, “non capiamo perché debba essere attaccato per una falsa accusa secondo cui starebbe cercando di ottenere armi nucleari”, ha detto il ministro. Araghchi, rispondendo a una domanda sull’avvertimento di Trump secondo cui “l’Iran ora dovrebbe fare la pace o affrontare attacchi ancora più gravi in futuro”, ha continuato dicendo “credo che non spetti all’Iran rispondere: dovrebbe essere l’intera comunità internazionale a reagire a una minaccia così evidente alla Carta delle Nazioni Unite”. Il capo della diplomazia iraniana ha ricordato che “da vent’anni l’Iran cerca di dimostrare che il proprio programma nucleare è e resterà pacifico, e che il mondo aveva festeggiato l’accordo nucleare raggiunto sotto l’amministrazione Obama, da cui poi Trump si è ritirato”. Ora, la Repubblica islamica stava “nuovamente negoziando con la stessa amministrazione e all’improvviso hanno deciso di attaccarci. Quindi non spetta all’Iran, ma alla comunità internazionale condannare e prevenire tutto questo — altrimenti non resterà più nulla del diritto internazionale e della sicurezza globale”. Il ministro degli Esteri iraniano ha annunciato che si recherà a Mosca, dove domani mattina incontrerà il presidente russo Vladimir Putin. Araghchi ha definito Mosca “un’amica dell’Iran” e ha sottolineato come i due Paesi si consultino sempre, “anche negli ultimi due o tre mesi, mentre negoziavamo con gli Stati Uniti, abbiamo sempre informato i nostri amici russi sugli ultimi sviluppi, sulle offerte ricevute e sui progressi o la mancanza di progressi nei colloqui”. Domani, ha concluso il ministro “avrò serie consultazioni con il presidente russo e continueremo a lavorare insieme”. “Non abbiamo mai avuto fiducia nell’Occidente, oggi ancor meno”, ha sottolineato Araghchi. Il capo della diplomazia iraniana ha sottolineato come anche durante i negoziati “non abbiamo mai riposto fiducia nei Paesi occidentali, e ora abbiamo ancora più motivi per non fidarci affatto”. Il ministro ha poi spiegato che “tutti dovrebbero prima attendere la nostra risposta prima di avviare nuovi tentativi diplomatici”. Nonostante ciò, continua il ministro “anche ora che i colloqui sono stati interrotti a causa dell’aggressione statunitense, continuiamo a ricevere messaggi da Washington attraverso diversi canali, in particolare tramite l’Oman”. “Come può l’Iran tornare a un tavolo negoziale che Israele e gli Stati Uniti hanno distrutto?”, ha chiesto precedentemente Araghchi rivolgendosi ai Paesi europei in una dichiarazione ripresa dall’agenzia di stampa ufficiale “Irna”. “La scorsa settimana, mentre stavamo negoziando con gli Stati Uniti, Israele ha deciso di distruggere la diplomazia, ora gli Usa hanno deciso di attaccare anche il tavolo di dialogo con l’Europa”, ha spiegato Araghchi, domandandosi: “Che conclusione si può trarre da questa situazione?”. Il Regno Unito e l’alta rappresentante della politica Estera dell’Ue Kaja Kallas “ci chiedono di tornare al tavolo dei negoziati, ma come si può tornare a qualcosa che non è mai stato abbandonato e che ora è stato distrutto?”, conclude il capo della diplomazia iraniana.

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Giò Barbera Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il suo primo pezzo, da album dei ricordi, l’aveva scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti radiofoniche come Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure. E' direttore di Radiocom.tv