Il ministro degli Esteri di Israele: 'Le decisioni della Francia ci spingono a prendere misure'
Le misure “unilaterali della Francia e di altri Paesi non faranno altro che spingere Israele a prendere misure proprie”. Lo ha detto il ministro degli Esteri d’Israele, Gideon Sa’ar, durante un colloquio telefonico con l’omologa canadese, Anita Anand. Secondo quanto reso noto dallo stesso Sa’ar su X, il ministro ha evidenziato all’omologa canadese che “l’iniziativa francese compromette le possibilità di raggiungere un accordo sugli ostaggi e un cessate il fuoco” nella Striscia di Gaza. Durante la telefonata, Sa’ar ha anche accusato Hamas di ostacolare i negoziati per la tregua a Gaza e il rilascio degli ostaggi, sottolineando che “gli attacchi diplomatici contro Israele in questo delicato periodo di negoziati incoraggiano” il movimento islamista palestinese a “irrigidire” le sue posizioni, secondo quanto si legge in un comunicato del ministero degli Esteri israeliano. Israele ha accettato il quadro proposto dall’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff per un accordo a Gaza, mentre “Hamas ha ostinatamente irrigidito la sua posizione”, ha detto Sa’ar ad Anand. Per quanto riguarda la crisi umanitaria nell’enclave palestinese, il ministro israeliano ha accusato le Nazioni Unite di “non aver rispettato i propri impegni di portare aiuti a Gaza” e di preferire invece impegnarsi nella “delegittimazione di Israele”. Inoltre, Sa’ar ha accusato l’Autorità nazionale palestinese (con sede a Ramallah, in Cisgiordania) di incitare all’odio contro Israele nel suo sistema educativo e di continuare a versare sussidi ai palestinesi detenuti da Israele e alle loro famiglie.
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