Il mare e la sua nursery: record di nidificazioni di caretta caretta lungo le coste italiane

Ago 21, 2025 - 00:24
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Il mare e la sua nursery: record di nidificazioni di caretta caretta lungo le coste italiane

Dove c’erano solo sdraio e castelli di sabbia, oggi si contano uova e piccole tartarughe. È l’altra faccia dell’estate italiana, quella che parla di biodiversità, cambiamenti climatici e di un Mediterraneo che si risveglia come nursery naturale. E la storica campagna Goletta Verde di Legambiente, che ha fatto tappa in Campania, regala una fotografia mozzafiato delle nidificazioni della Caretta caretta. Il dato è clamoroso: quasi 600 nidi già individuati lungo le spiagge italiane. Un +30% rispetto all’anno scorso, quando il totale a fine stagione era stato di 454. In testa alla classifica delle regioni più ospitali per le tartarughe troviamo la Sicilia (oltre 200 nidi), seguita da Calabria (circa 130), Campania (103) e Puglia (64). Ma a stupire davvero è la Liguria, con ben 11 nidi. Un exploit inaspettato per una regione dove, fino a pochi anni fa, nessuno avrebbe immaginato una schiusa. La tappa campana della Goletta Verde è stata anche l’occasione per mostrare in azione una delle innovazioni più affascinanti nel campo del monitoraggio ambientale: i Tarta Dog, cani addestrati per individuare i nidi nascosti nella sabbia. Sulle spiagge di Montecorice e Castellabate, occhi puntati su Mira, una giovane Springer Spaniel guidata da Mario Fortebraccio (ENCI). Zampe veloci, fiuto infallibile e una missione: proteggere il futuro delle tartarughe. Il progetto si chiama Life Turtlenest ed è coordinato da Legambiente con la direzione scientifica della Stazione Zoologica di Napoli. Cofinanziato dal programma LIFE dell’Unione Europea, coinvolge volontari, tecnici, ricercatori e amministrazioni locali. Una rete capillare che lavora ogni giorno per mettere in sicurezza i nidi, ridurre i disturbi causati dalla presenza umana e sensibilizzare cittadini e turisti. “L’integrazione dei Tarta Dog è un elemento innovativo e di grande valore – spiega Martina Palmisano, portavoce di Goletta Verde –. Il boom di nidificazioni che stiamo osservando è frutto di due fattori: da una parte l’effetto del riscaldamento del Mediterraneo, che modifica le rotte delle tartarughe; dall’altra l’efficacia di un sistema di monitoraggio sempre più strutturato e partecipato”. Finora, in questa estate 2025, sono 13 le regioni costiere italiane ad aver registrato almeno una nidificazione, un record assoluto. Restano fuori solo Veneto e Friuli-Venezia Giulia, dove però non mancano i segnali positivi: negli ultimi giorni sono state documentate alcune risalite, e tutti ricordano ancora il nido di Jesolo del 2021, il più a nord mai registrato nel Mediterraneo. Il fenomeno della nidificazione sulle nostre coste, un tempo quasi esclusivo di Grecia, Turchia, Cipro e Libia, si sta dunque spostando sempre più verso l’Italia. Colpa – o merito – del clima: il Mediterraneo si scalda il 20% più velocemente della media globale e in estate può raggiungere i 30 gradi in superficie. Ma molte delle nostre spiagge sono anche zone turistiche affollate, e le interferenze umane possono rappresentare una minaccia per le uova e i piccoli appena nati. Per questo, Legambiente ha lanciato i protocolli “Amici delle tartarughe”, firmati finora da 119 Comuni, 38 aree marine protette e 200 stabilimenti balneari. L’obiettivo è uno solo: proteggere i nidi e ridurre l’inquinamento luminoso, che può disorientare i piccoli al momento della schiusa. Un lavoro prezioso, tecnico e paziente, che passa anche per la formazione degli operatori e per la distribuzione di Linee Guida pratiche agli amministratori locali. C’è chi la chiama rivoluzione naturale. Di certo, è una buona notizia per il nostro mare.

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Giò Barbera Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il suo primo pezzo, da album dei ricordi, l’aveva scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti radiofoniche come Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure. E' direttore di Radiocom.tv