Il cinese arrestato a Malpensa per spionaggio contro gli Usa si dichiara estraneo ai fatti
“Il signor Zewei ha ribadito la propria posizione, cioè ha negato l’estradizione e ha confermato di non avere nulla a che fare con questa vicenda”. Lo ha detto Enrico Giarda, l’avvocato di Xu Zewei, a margine dell’udienza di identificazione per l’estradizione negli Stati Uniti del 33enne.
Il cittadino cinese è arrivato scortato dalla polizia penitenziaria del carcere di Busto Arsizio dove è detenuto dal 3 luglio, quando è stato fermato all’aeroporto di Malpensa. Xu Zewei è accusato dalle autorità americane di essersi introdotto, nel 2020, insieme a un team e per conto del governo cinese, nel sistema informatico degli Stati Uniti con l’obiettivo di rilevare informazioni riservate sulla produzione dei vaccini contro il Covid.
“Questa è l’udienza per identificare il soggetto, successivamente il Ministero italiano deve confermare la richiesta di arresto e poi ci sono ancora 40 giorni che partono dall’esecuzione della misura affinché lo Stato richiedente mandi tutta la documentazione”, ha spiegato Giarda che, nel frattempo, ha intenzione di chiedere per il suo assistito gli arresti domiciliari. Ad attendere il 33enne in tribunale la moglie.
L’avvocato ha spiegato che “erano arrivati a Malpensa insieme, si erano concessi una piccola vacanza dopo tanti anni di matrimonio, immediatamente interrotta dall’esecuzione di questa misura che aveva a monte una richiesta di arresto emessa nel 2023 dagli Stati Uniti e di cui il signor Zewei non sapeva assolutamente nulla”. Il consolato cinese “ha chiesto e ottenuto di poter visitare il proprio connazionale, ha già avuto l’autorizzazione da parte della Corte d’Appello”, ha concluso Giarda.
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