Idrogeno, la grande frenata europea. Stellantis si ritira e l’Italia resta al palo
Sembrava dovesse essere una delle tecnologie chiave della transizione ecologica. E invece l’idrogeno – almeno in Europa – sta vivendo il suo momento più difficile. A confermarlo è l’ultima notizia che arriva da Stellantis: il gruppo automobilistico ha deciso di interrompere lo sviluppo dei veicoli a celle a combustibile, rinunciando così al lancio della gamma a idrogeno “Pro One”, prevista inizialmente per il 2025. La scelta di Stellantis, guidata dall’amministratore delegato Antonio Filosa, non arriva come un fulmine a ciel sereno. Le ragioni sono quelle che molti addetti ai lavori conoscono da tempo: pochi punti di rifornimento, costi troppo alti e incentivi statali praticamente assenti. In altre parole, manca un ecosistema che renda sostenibile – anche economicamente – la produzione e la vendita di veicoli commerciali alimentati a idrogeno. Secondo le stime interne al gruppo, non ci sono le condizioni per vedere una diffusione reale di questi veicoli prima della fine del decennio. Le linee di produzione previste negli stabilimenti di Hordain, in Francia, e di Gliwice, in Polonia, non partiranno. Nessun impatto sull’occupazione, fanno sapere da Stellantis, ma le attività di ricerca sull’idrogeno saranno reindirizzate su altri fronti.
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