Grano italiano in crisi tra importazioni e prezzi bassi

Lug 15, 2025 - 05:12
Lug 14, 2025 - 05:51
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Grano italiano in crisi tra importazioni e prezzi bassi

Il grano italiano si trova oggi a un bivio cruciale. Le stime di produzione per il 2025 tracciano un quadro ambivalente: se da un lato si registra un miglioramento rispetto al disastroso 2024, segnato da una siccità estrema, dall’altro le rese restano ancora lontane dalla media storica e minacciate da dinamiche economiche e climatiche sempre più sfavorevoli. A rendere ancora più precaria la situazione ci pensano prezzi al ribasso e un’invasione di grano straniero che minano la sostenibilità delle imprese agricole italiane. 

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Secondo le ultime stime diffuse da Coldiretti e Consorzi Agrari d’Italia (Cai), la produzione di grano duro per la pasta in Italia nel 2025 si attesterà intorno ai 3,7 milioni di tonnellate, mentre quella del tenero dovrebbe fermarsi sotto i 2,5 milioni di tonnellate. Sebbene il raccolto mostri un rimbalzo rispetto al 2024 — anno in cui la siccità, soprattutto nel Sud, aveva causato un vero e proprio crollo produttivo — la quantità complessiva rimane inferiore ai livelli medi degli anni precedenti.

Il dato più emblematico arriva dalla provincia di Foggia, da sempre definita il “granaio d’Italia”, che da sola rappresenta circa il 20% della produzione nazionale di grano duro. Qui, il caldo e la mancanza d’acqua hanno comportato un calo delle rese, dimostrando quanto il clima stia diventando un fattore strutturalmente limitante. Anche in SiciliaMolise e Basilicata, pur con qualità spesso buona o ottima, la produzione mostra segni di sofferenza. Più a nord, in regioni come l’Emilia-Romagna e il Veneto, il problema non è tanto la siccità, quanto i ristagni idrici che, combinati a condizioni meteorologiche avverse, tra caldo estremo e grandine, hanno fatto registrare cali tra il 15% e il 20% su entrambe le tipologie di grano.

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Giò Barbera Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il suo primo pezzo, da album dei ricordi, l’aveva scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti radiofoniche come Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure. E' direttore di Radiocom.tv