Garlasco, parla Garofano (ex Ris): “Non c’era sangue su quell’impronta. E l’assassino non è sceso lungo le scale”

Mag 28, 2025 - 06:37
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Garlasco, parla Garofano (ex Ris): “Non c’era sangue su quell’impronta. E l’assassino non è sceso lungo le scale”

“Era già stato fatto un esame in questo senso e aveva dato esito negativo. È un’impronta di sudore lasciata da qualcuno”: l’ex generale del Ris dei Carabinieri di Parma, Luciano Garofano, esclude che nell’ormai ‘famosa’ impronta numero 33 rilevata sulla scena del delitto di Garlasco del 13 agosto 2007 (quella che la settimana scorsa la Procura ha attribuito ad Andrea Sempio con un grande colpo di scena dopo la riapertura delle indagini) ci potesse essere sangue. L’ex numero uno del Ris, che nel 2007 era a capo dei Carabinieri specializzati nelle investigazioni scientifiche e ha lavorato sul delitto di Garlasco, ora è consulente della difesa di Sempio ed è stato intervistato dal Corriere della Sera a proposito dei reperti dell’omicidio. L’impronta attribuita a Sempio? Era stata rilevata e analizzata, nel 2007, ma il Ris l’aveva giudicata “non utile“, ovvero impossibile da attribuire. Con le nuove tecnologie, però, attraversa una ripetuta analisi fotografica e digitale, i consulenti della Procura che hanno lavorato nei mesi scorsi hanno stabilito che è corrispondente all’impronta di Sempio, a cui corrisponderebbe per 15 punti (tecnicamente “minuzie dattiloscopiche”). È anche per questo (ma c’è anche altro) che Sempio è di nuovo indagato in 18 anni: è la terza volta. Per Garofano, però, in primis sull’impronta non c’era sangue (e cita un controllo già fatto) e in secondo luogo non sarebbe comunque importante, perchè per la ricostruzione che è stata fatta della dinamica dell’omicidio il killer non sarebbe sceso lungo le scale dove si è limitato a gettare il corpo. Quindi un’impronta sul muro vicino al corpo non c’entrerebbe nulla con il delitto. Sarebbe un’impronta lasciata in precedenza, lasciata da qualcuno che scendeva o saliva le scale. E del resto poco distante da quella di Sempio, sempre sul muro, venne rilevata un’impronta di Marco Poggi, fratello di Chiara.

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Giò Barbera Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il suo primo pezzo, da album dei ricordi, l’aveva scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti radiofoniche come Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure. E' direttore di Radiocom.tv