Fox News: gli ex direttori di Cia e Fbi sotto inchiesta per il Russiagate
L’ex direttore della Central Intelligence Agency (Cia), John Brennan, e l’ex direttore del Federal Bureau of Investigation (Fbi), James Comey, sono oggetto di indagini penali per presunte irregolarità legate all’inchiesta sulle interferenze russe nelle elezioni presidenziali del 2016. Lo riferiscono fonti del dipartimento di Giustizia a “Fox News”, secondo cui Brennan sarebbe indagato per aver reso dichiarazioni false al Congresso, mentre su Comey non sono ancora emersi dettagli specifici. Le stesse fonti precisano che il direttore della Cia in carica, John Ratcliffe, ha trasmesso all’Fbi una segnalazione formale di possibili illeciti da parte di Brennan, affidando l’esame della questione al direttore Kash Patel. La segnalazione ha portato all’apertura di un’indagine penale tuttora in corso, anche se non è chiaro se il procedimento si limiti alle dichiarazioni rese al Congresso o riguardi anche altri aspetti dell’operato dell’ex capo dell’intelligence. Secondo due fonti del dipartimento, le interazioni tra Brennan e Comey nel 2017 sono considerate dall’Fbi alla stregua di una “cospirazione”, ipotesi che potrebbe ampliare le opzioni perseguibili dal punto di vista penale. L’indagine su Brennan fa seguito alla declassificazione, avvenuta la scorsa settimana, di un rapporto interno della Cia sull’elaborazione, nel gennaio del 2017, di un documento che concludeva che la Russia aveva cercato di influenzare il voto del 2016 a favore di Donald Trump. Secondo il rapporto, la redazione del documento sarebbe avvenuta in tempi ristretti e in violazione delle procedure standard, con deviazioni dagli standard analitici e intromissioni politiche da parte di funzionari nominati durante l’amministrazione dell’ex presidente Barack Obama. Particolare rilievo è stato attribuito all’inclusione nel rapporto dell’allora controverso “dossier Steele”, redatto dall’ex agente dell’Mi6 Christopher Steele e contenente accuse non verificate contro Trump. Il dossier fu commissionato dalla società Fusion Gps per conto della candidata democratica Hillary Clinton e del Comitato nazionale democratico (Dnc), ma è stato successivamente ampiamente screditato. Secondo la revisione interna della Cia, la decisione di includere il dossier nel rapporto violava i principi fondamentali dell’analisi d’intelligence e minava la credibilità complessiva della valutazione.
Documenti recentemente desecretati indicano che Brennan spinse attivamente per l’inserimento del dossier nella valutazione dell’intelligence, nonostante le obiezioni interne, come risulta in particolare da una email inviatagli nel dicembre 2016 dal suo vice. Secondo il rapporto, Brennan avrebbe mostrato una “predilezione per la coerenza narrativa rispetto alla solidità analitica”, ignorando le critiche mosse da esperti con esperienza operativa. Brennan, tuttavia, ha dichiarato il contrario in una testimonianza resa al Congresso nel maggio 2023, affermando che la Cia “si oppose fortemente all’inclusione del dossier Steele” nella valutazione del 2017.
La discrepanza tra tale dichiarazione e i documenti interni costituisce uno dei punti centrali dell’indagine per false dichiarazioni. Secondo fonti vicine al direttore Ratcliffe, quest’ultimo non sarebbe rimasto sorpreso dalle conclusioni della revisione, date le sue posizioni critiche nei confronti di Brennan. Tuttavia, avrebbe ritenuto necessario trasmettere formalmente gli elementi emersi all’Fbi per una valutazione penale, ritenendo che l’ex direttore della Cia “abbia tradito la fiducia dell’opinione pubblica”.
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