Follia, poesia e verità: Laigueglia omaggia Alda Merini

Lug 14, 2025 - 05:26
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Follia, poesia e verità: Laigueglia omaggia Alda Merini

Follia, poesia e verità: Laigueglia omaggia Alda Merini con una serata di voci, musica e riflessioni Martedì 15 luglio, alle ore 21.15, nell’Auditorium delle Opere Parrocchiali di Laigueglia, si terrà una serata speciale dedicata ad Alda Merini, intitolata “Follia, poesia e verità”. Un evento a ingresso libero che intreccia parole, musica e pensiero critico per ricordare una delle voci poetiche più intense, profonde e controverse del Novecento italiano. La serata sarà condotta da Maria Vittoria Barroero. Le letture saranno affidate a Daniela Bruzzone e Simonetta Pozzi, mentre l’accompagnamento musicale sarà curato dal chitarrista Gianpaolo Grollero. Al centro dell’incontro, l’intervento dello psichiatra e scrittore Giacinto Buscaglia, dal titolo “Ciò che la psichiatria non sa dire”. Un contributo che esplora la tensione profonda tra istituzioni psichiatriche e creatività, utilizzando la vicenda biografica e poetica di Alda Merini come lente d’ingrandimento. Buscaglia ricostruisce i ricoveri della poetessa, in particolare gli anni trascorsi nel manicomio milanese Paolo Pini, e si sofferma su quanto la sua voce poetica sia riuscita a emergere non nonostante, ma talvolta anche grazie alla convivenza con il dolore psichico. «Sono nata il 21 a primavera / ma non sapevo che nascere folle, / aprire le zolle / potesse scatenar tempesta», scriveva Merini, con lacerante lucidità. In quei versi si condensa l’anomalia che lei rappresentava per la psichiatria: una paziente, certo, ma anche una creatura incandescente, capace di convertire la follia in visione, la fragilità in bellezza, il trauma in arte. L’evento è promosso dall’Associazione Vecchia Laigueglia in collaborazione con il Dopolavoro Ferroviario e il Centro Pannunzio, con il patrocinio del Comune e della Parrocchia. In un tempo in cui la malattia mentale è ancora spesso ridotta a silenzio o semplificazione, Alda Merini ci parla ancora con disarmante intensità: «La mia follia è stata la mia libertà». Rileggere la sua opera significa anche interrogare le istituzioni, i pregiudizi e gli sguardi che ci accompagnano quando parliamo di fragilità e di arte.

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Giò Barbera Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il suo primo pezzo, da album dei ricordi, l’aveva scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti radiofoniche come Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure. E' direttore di Radiocom.tv