Egitto: l’Italia mette in vendita l’ex consolato storico al Cairo

Giu 21, 2025 - 07:03
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Egitto: l’Italia mette in vendita l’ex consolato storico al Cairo

L’Italia ha avviato le procedure per la vendita dell’ex consolato generale d’Italia al Cairo, edificio storico situato al numero 40 di 26th July Street, con accesso da El Galaa Street, nel cuore della capitale egiziana. Finora il governo italiano ha tentato per due volte, senza successo, di vendere lo storico edificio: la prima asta pubblica è stata indetta il primo agosto 2024 con scadenza al 15 ottobre 2024, la seconda il 12 febbraio 2025 con termine fissato al 24 marzo, ma in entrambi i casi non è pervenuta alcuna offerta. L’immobile, inutilizzato da quasi dieci anni, era stato oggetto l’11 luglio 2015 di un attentato terroristico rivendicato dallo Stato islamico, che fece esplodere un’autobomba davanti al palazzo consolare, provocando un morto e una decina di feriti. L’edificio è adiacente al sito dei lavori per i nuovi condomini Maspero, un vasto progetto di riqualificazione urbana promosso dal governo egiziano lungo il Nilo. Secondo quanto previsto dal bando d’asta pubblicato dall’ambasciata d’Italia al Cairo (prot. n. 1.451 del 25 agosto 2024), la proprietà è composta da tre piani fuori terra con una corte interna, per una superficie edificata complessiva di circa 8.236 metri quadrati su un terreno di oltre 5.457 metri quadrati. L’immobile, risalente al 1901, è stato messo in vendita “a corpo” e, nello stato di fatto e di diritto in cui si trova, con l’indicazione esplicita che necessiti di ristrutturazione. L’edificio è al momento libero da persone e cose. PUBBLICITÀ La procedura d’asta, disciplinata dal diritto italiano per l’organizzazione e dal diritto egiziano per il trasferimento di proprietà, prevedeva la presentazione di offerte segrete pari o superiori al valore posto a base d’asta. Tra i requisiti previsti, anche una cauzione pari al 10 per cento del prezzo, garanzie legali ed economiche, e la piena accettazione della normativa egiziana in materia di proprietà immobiliare da parte di stranieri, come previsto dalla Legge n. 230/1996. Secondo fonti raccolte da “Agenzia Nova”, l’asta è stata dichiarata deserta per assenza di partecipanti, nonostante vi fossero “interessi informali” da parte di soggetti economici locali. Tra questi, viene indicato l’uomo d’affari Naguib Sawiris, uno dei più noti imprenditori egiziani, il cui gruppo Orascom avrebbe manifestato l’intenzione di acquisire lo stabile per fini commerciali o residenziali, compatibili con il piano di riqualificazione dell’area di Maspero. Fonti informate spiegano che “è verosimile che, in assenza di concorrenti, la proprietà venga alla fine ceduta a Orascom o a una società ad essa collegata”. Sawiris è già partner logistico dell’ambasciata italiana nella capitale egiziana attraverso una struttura di sua proprietà nel centro di Cairo: le Nile City Towers. Dopo l’attacco del 2015, tutte le funzioni consolari e diplomatiche erano state trasferite nella sede dell’ambasciata d’Italia in Garden City, storico quartiere residenziale lungo la riva orientale del Nilo. Nel marzo del 2024, le attività della rappresentanza diplomatica italiana sono state spostate nei nuovi uffici presso le Nile City Towers, uno degli edifici più iconici della capitale egiziana, che peraltro ospita anche le più importanti agenzie finanziarie italiane: Cassa depositi e prestiti, Simest, Sace e Ice. La sede diplomatica di Garden City funge oggi da residenza dell’ambasciatore, Michele Quaroni. La procedura di vendita non è esente da problematiche operative e amministrative: eventuali offerte future dovranno infatti rispettare le stringenti condizioni dell’avviso d’asta, tra cui l’obbligo di sottoscrizione del contratto secondo la legislazione egiziana e l’approvazione finale da parte della Corte dei conti italiana. Situato su 26th July Street, l’edificio che per decenni ha rappresentato il fulcro della presenza consolare italiana in Egitto si colloca oggi a metà strada tra la memoria storica e la nuova geografia urbana del Cairo. La sua eventuale alienazione sancirebbe simbolicamente la conclusione di un capitolo ultracentenario nelle relazioni bilaterali tra Italia ed Egitto.

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Giò Barbera Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il suo primo pezzo, da album dei ricordi, l’aveva scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti radiofoniche come Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure. E' direttore di Radiocom.tv