Debito comune Ue: la Commissione vuole più poteri di prestito, ma Germania e altri Paesi del Nord si oppongono

Ago 13, 2025 - 15:08
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Debito comune Ue: la Commissione vuole più poteri di prestito, ma Germania e altri Paesi del Nord si oppongono

La Commissione europea, nella proposta di bilancio settennale presentata il 16 luglio scorso, ha suggerito di ampliare la propria capacità di contrarre prestiti sui mercati internazionali per finanziare iniziative comuni. Il debito a livello Ue sarebbe destinato principalmente al sostegno all’Ucraina, alla gestione di crisi impreviste e a specifici pagamenti ai governi nazionali. La proposta sembra ancora dividere gli Stati membri, con  Italia e Francia che ricordano oggi d’essere interessati a tassi di interesse più bassi grazie all’emissione congiunta, mentre i cosiddetti “frugali” – Germania, Paesi Bassi, Austria, Danimarca, Svezia e Finlandia – reiterano la loro contrarietà a condividere il rischio di insolvenza e a finanziare spese nazionali con prestiti comuni. Il debito congiunto era stato autorizzato solo nel 2020 per affrontare la crisi da pandemia. Ora la Commissione lo vede come uno strumento per ridurre la dipendenza del bilancio Ue dai contributi nazionali e per indirizzare la spesa verso obiettivi strategici. Il piano prevede anche fino a 395 miliardi di euro in prestiti agevolati per Stati colpiti da crisi, previa approvazione delle capitali e del Parlamento europeo. I sussidi diretti sarebbero concessi solo per il sostegno all’Ucraina, con un fondo da 100 miliardi di euro ancora in definizione. Sul mercato, i titoli dell’Ue godono di rating AAA e sono già molto apprezzati dagli investitori istituzionali. Tuttavia, per competere con i titoli di Stato nazionali, servirebbe un programma di emissioni più regolare e di ampie dimensioni, così da creare un mercato liquido e rafforzare il ruolo internazionale dell’euro.

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Filippo Giuffrida Ha cominciato la sua carriera giornalistica nel 1982, come giornalista presso Radio Riviera Tre. Dal 1989 collabora con Radio One e con l'agenzia stampa Hi News. Nel 1994 si è trasferito a Bruxelles come corrispondente per l'agenzia L’Altra News. Nel 2003 ha fondato l'agenzia stampa DSPRESS ed è stato nominato Redattore capo della rivista L'Incontro, nel 2010 ha assunto la direzione del periodico mensile La Lettre B. Direttore dell'Istituto Europeo di Studi Giuridici e di Comunicazione, dal febbraio 2019 è il corrispondente da Bruxelles dell'agenzia giornalistica 9 Colonne, diretta da Paolo Pagliaro. Membro fondatore di ITACA, è il direttore di RadioCom.tv, la prima web-radio in lingua italiana destinata alle comunità italiane all'estero, un progetto sostenuto dal Ministero degli Esteri. Nel 2013 ha vinto il Michel Vanderborght Award nella categoria giornalismo e nel 2020 ha vinto il Radnoty Award nella categoria giornalismo. È uno degli autori del libro "Lettere dall'Europa" e degli editorialisti del periodico quindicinale Patria Indipendente. Filippo Giuffrida è il pronipote dello scrittore e giornalista Leonida Rèpaci e del giornalista e politico Ottavio Pastore, che fu il primo direttore de l'Unità. Ex Presidente del Comitato Provinciale dell'ANPI del Belgio, è il Vicepresidente della FIR, Federazione Internazionale dei Resistenti.